Sollecitato dal lavoro di alfabetizzazione delle masse popolari in Brasile, Paulo Freire ha preso coscienza che affinché degli adulti possano apprendere a leggere, occorre che percepiscano l’interesse a farlo. Ora, le persone non alfabetizzate erano oppresse dai grandi proprietari terrieri, ma non ne avevano coscienza. Infatti, facendo parte della cultura nella quale erano inseriti, questo regime d’oppressione sembrava normale.
Paulo Freire si è così consacrato a rendere consapevoli le persone della situazione d’oppressione nella quale erano relegati. Tutto ciò ha creato delle reazioni di repressione da parte degli oppressori. Molte persone oppresse hanno tuttavia avuto paura di ciò di cui diventavano coscienti, paura della repressione, paura della libertà.
Paure simili emergono in superficie al momento di un ritiro ESDAC, perché si prende coscienza dell’oppressione che regna nel mondo, nella nostra comunità, nella nostra équipe, nella nostra coppia, all’interno della nostra stessa persona. Bisogna avere audacia e coraggio per conquistare la libertà di divenire veramente se stessi, in armonia con il proprio nome di grazia.
Poiché l’oppressione suppone che altri agiscono su di noi, per uscirne è necessario che gli oppressi si mettano insieme.
Educare, formare, non consiste nel travasare le conoscenze di un esperto (uno che sa) ad uno che riceve un insegnamento (uno che non sa). Poiché ognuno è esperto della propria esperienza, ESDAC cerca di mettere in moto l’insieme dell’esperienze presente in un gruppo.

